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sabato 18 febbraio 2012

Futura Etichettatura degli Pneumatici. Un Grande passo avanti per i Consumatori! | TopWheels.it



La prossima etichettatura degli pneumatici per autovetture e trasporto leggero sarà obbligatoria dal 1° novembre 2012 (Regolamento Europeo n°1222/2009).


Questa nuova regolamentazione rappresenta un grande progresso in materia di informazione al consumatore sui temi della sicurezza (frenata sul bagnato) e ambientali (resistenza al rotolamento – rumore esterno).
Anche se il disegno dell’etichetta è già conosciuto (per gli elettrodomestici, e, più di recente in alcuni Paesi, per le vetture), quali sono i benefici per il consumatore?

Etichetta : interpretazione e spiegazione


Consumo carburante
La parte sinistra dell’etichetta indica la contribuzione dello pneumatico al consumo di carburante e relative emissioni di CO2.
Gli pneumatici, principalmente per la loro resistenza al rotolamento, sono responsabili di circa il 20% del consumo di carburante del veicolo. Una riduzione della resistenza al rotolamento può dunque contribuire sensibilmente all’efficienza energetica del trasporto stradale, e di conseguenza alla riduzione delle emissioni (CO2). E’ in effetti il valore di resistenza al rotolamento, misurato su una macchina di prova, che determina la classificazione energetica dello pneumatico.
Che differenza c’è tra uno pneumatico di classe A e uno di classe G ?
La differenza di resistenza al rotolamento è considerevole, e rappresenta l’evoluzione tecnologica di diverse generazioni di pneumatici.
Per un’autovettura l’impatto sul consumo di carburante è importante, dell’ordine di 0,5 l per 100 km.
Circa 80 litri di carburante risparmiato / anno (calcolo su 15.000 km / anno)..
Oltre 100€ /anno risparmiati per una vettura a benzina (calcolo basato su un costo del carburante di 1,30€/ litro).
Se l’impatto economico sul consumatore è molto importante, l’impatto ambientale non è da meno, dato che questa differenza di consumo corrisponde ad una emissione di 12 g di CO2 al km.

Frenata sul bagnato

La parte destra dell’etichetta rappresenta la scala di prestazione dello pneumatico in frenata sul bagnato Le misurazioni sono fatte secondo le condizioni di prova definite dal Regolamento Europeo (velocità, caratteristiche della pista, spessori d’acqua, temperatura, ...).
La classificazione è determinata per comparazione della prestazione dello pneumatico testato rispetto allo pneumatico di riferimento.
Che differenza c'è tra uno pneumatico di classe A e uno di classe F?
(Per questa prestazione orientata alla sicurezza, la classe G non sarà utilizzata)
La differenza di spazio di frenata è superiore a 10 metri
Equivale a due volte la lunghezza di una vettura

Rumore esterno


Il rumore dovuto alla circolazione è la principale fonte di disturbo. La parte bassa dell’etichetta riguarda il livello sonoro dello pneumatico, emesso verso l’esterno del veicolo (e non il rumore percepito dal guidatore all’interno). La cifra esprime il livello sonoro in decibels.

Livelli prestazionali minimi

Il Regolamento Europeo prevede disposizioni per far progredire i prodotti in queste tre prestazioni. Già dal 01/11/2012, non sarà più possibile per i produttori omologare nuovi pneumatici in classe G di resistenza al rotolamento e F in frenata sul bagnato, e la loro commercializzazione sarà definitivamente bandita dal 01/11/2014 (condizioni similari di riduzione si applicheranno anche al rumore). 

Altri supporti di comunicazione

Per le autovetture, veicoli commerciali leggeri e pesanti, i dati dell'etichetta saranno presenti anche su web e sulla documentazione promozionale delle varie case produttrici.
Le stesse informazioni devono anche essere riprodotte su (o con) la fattura di vendita degli pneumatici. Il consumatore avrà così la possibilità di migliorare la sua conoscenza dei prodotti e di confrontarli in base a questi criteri.

E la resistenza all’usura?

Si sostiene pienamente questa nuova etichettatura in quanto apporta una informazione oggettiva sulle prestazioni dello pneumatico.
Se questo sviluppo costituisce un reale progresso per il consumatore, le case produttrici sono nel contempo impegnate sulla resistenza all’usura, che non compare sull’etichetta, ma resta un' attesa reale del consumatore, visto che impatta sul suo budget.
La differenza tra gli pneumatici che il consumatore può acquistare sul mercato è molto importante : può variare da uno a due (per la stessa misura di pneumatico).
20 000 km


40 000km
Costituisce più di un anno di utilizzo (per un utente medio).

L’obiettivo di TopWheels®  è di proporre ai consumatori pneumatici che presentino il miglior equilibrio delle prestazioni: economia di carburante / aderenza / durata.

Per Qualsiasi Informazione:


TopWheels

Via Casilina 494 - 00177 - Roma (rm)

tel. 06 2412701

fax. 06 2411023

giovedì 6 ottobre 2011

Aquaplaning: un pericolo invisibile ma assolutamente reale | TopWheels.it

Aquaplaning: un pericolo invisibile ma assolutamente reale 


Il fenomeno dell'aquaplaning si verifica quando l'acqua, che si interpone tra gli pneumatici e la strada, non riesce ad essere espulsa. L'acqua si accumula davanti alle ruote finché la sua pressione supera quella esercitata al suolo dagli pneumatici, che perdono così l'aderenza con il manto stradale. Questa perdita di aderenza fa slittare le ruote e impedisce al veicolo di rispondere correttamente ai comandi del conducente come la sterzata, la frenata e l'accelerazione. In questi casi, il veicolo può andare fuori controllo, sbandare o finire in testacoda. Una situazione potenzialmente pericolosa.

Come prevenire o ridurre l'aquaplaning

Controllare regolarmente lo stato e la pressione degli pneumatici. Una pressione insufficiente aumenta notevolmente il rischio di aquaplaning. Se la pressione degli pneumatici è inferiore del 30% rispetto alla pressione raccomandata, il rischio di aquaplaning aumenta sensibilmente.

Controllare l'usura degli pneumatici e la profondità del battistrada. Maggiore è la profondità residua della scultura battistrada, maggiore è la quantità di acqua che lo pneumatico riesce a smaltire, riducendo così il rischio di aquaplaning.

Moderare la velocità. Soprattutto in prossimità di pozzanghere e importanti spessori d'acqua.

Da cosa è provocato l'aquaplaning?

La presenza di un importante spessore d'acqua sulla strada può causare una perdita di contatto fra il veicolo e il manto stradale. Quando uno pneumatico attraversa una superficie inondata a velocità sostenuta, provoca l'innalzamento di un piccolo muro d'acqua davanti a sé. L'impatto del battistrada sul bagnato, nella zona anteriore all'area di contatto, genera un aumento di pressione dell'acqua. Se tale pressione supera la pressione media esercitata sul manto stradale dallo pneumatico, questo perde la capacità di espellere l'acqua e si stacca dal suolo. Quanto più aumentano lo spessore dell'acqua e la velocità del veicolo, tanto più l'effetto si amplifica, arrivando a compromettere la tenuta di strada. Per avere prestazioni ottimali sul bagnato, con importanti spessori d'acqua, è necessario consentire agli pneumatici di espellerla, in modo da ripristinare una superficie di contatto asciutta.

Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua

La maggior parte degli incidenti da aquaplaning possono essere evitati grazie alla scultura presente sul battistrada e alla forma dell'area di contatto. Con l'usura, tuttavia, la profondità della scultura si riduce e quindi si riduce la capacità dello pneumatico di contrastare il fenomeno dell'aquaplaning. Più è elevato lo spessore dell'acqua, prima perderete aderenza.

Sistema Anti Surf di Michelin: ottimale aderenza sul bagnato

Quando il manto stradale è coperto da uno spesso strato d’acqua, la maggior parte degli pneumatici sono soggetti all’aquaplaning. Grazie alle tecnologie Michelin, quali ad esempio il Sistema Anti Surf, ora avete più possibilità di evitare l'aquaplaning, mantenendo la migliore aderenza possibile. Disponibile su pneumatici come MICHELIN Pilot Sport 3, questa tecnologia migliora le prestazioni sul bagnato. La forma curvilinea delle spalle, appositamente studiata, consente allo pneumatico di beneficiare di una zona più ampia di espulsione dell’acqua, allontanando il fenomeno dell'aquaplaning, senza però ridurre la quantità di gomma a contatto al suolo.

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