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domenica 29 luglio 2012

Prototipo di Pneumatico senza Aria Bridgestone - TopWheels.it


Da poco Bridgestone svela il prototipo di un nuovo “pneumatico”, costruito in resine e materiali compositi, che non necessita di aria in pressione per mantenere la sua architettura.


Quest’ultima è assicurata da una sorta di intelaiatura intrecciata, che si porta dal margine interno dello pneumatico verso la faccia esterna sul lato del copertone. I vantaggi di questa gomma si tradurrebbero, secondo il colosso giapponese, nell’azzeramento del rischio di foratura e nella ridotta manutenzione dello stesso; a cominciare dal fatto che non ci sarebbe bisogno di monitorare costantemente le pressioni che, se errate, contribuiscono all’aumento dei consumi. E per di più questa gomma è riciclabile al 100%.
Bridgestone: allo studio il pneumatico senza ariaLa ruota di scorta diventerebbe di fatto superflua, facendo perdere qualche chilogrammo alla massa complessiva del veicolo e facendone guadagnare in volume al vano di carico.

Bridgestone ci tiene a sottolineare che, nonostante alcuni competitors abbiano sviluppato in passato prodotti assimilabili a questo, il prototipo in questione è attualmente l’unico pensato per una produzione di serie economicamente sostenibile.

Tuttavia qualche dubbio sorge spontaneo: l’architettura di questa tipologia di pneumatici non comporterebbe la necessità di progettare sospensioni adattate al loro utilizzo? Si potrebbero equipaggiare anche su sportive dure e pure? Con un cerchio piccolo come quello nelle immagini, quali sarebbero le ripercussioni sull’estetica? Quale sarebbe il grado di consumo dell’intelaiatura interna? Costo finale per l’acquirente?
Quesiti interessanti, ancora in sospeso, che contribuiscono ad aumentare la curiosità per questo intrigane progetto.


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domenica 13 novembre 2011

Obbligo pneumatici invernali: 15 Novembre 2011 | TopWheels.it

L’assessore provinciale ai Lavori Pubblici e Viabilità, in vista dell’imminente periodo invernale, conferma che anche per quest’anno, in tema di provvedimenti necessari per garantire la sicurezza degli automobilisti e servizi di emergenza, per tutte le strade di proprietà e competenza provinciale vale quanto disposto dall’ordinanza già in vigore lo scorso inverno e rinnovata anche per il 2011.
L’ordinanza prevede l’obbligo di circolazione con catene o pneumatici da neve in presenza di qualsiasi fenomeno nevoso, così come previsto dal Codice della Strada che stabilisce che l’Ente proprietario della strada può con propria ordinanza “prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o ghiaccio”
“Questo provvedimento – spiega l’assessore Stefano Simonetti - è reso necessario per evitare che i veicoli in difficoltà producano blocchi della circolazione, rendendo difficoltoso, se non impossibile, garantire i servizi di emergenza, di pubblica utilità e lo sgombero della neve. Il provvedimento non obbliga il cittadino all’acquisto delle catene da neve, ma impone l’obbligo di circolazione con catene o pneumatici solo in presenza di fenomeni nevosi e non la presenza a bordo del veicolo durante tutto l’inverno. Auspico che le forze deputate al controllo dei mezzi pesanti per il trasporto siano rigorosi e severi nel verificare che tutti i mezzi pesanti, in particolare quelli stranieri che più di una volta hanno creato tanti disagi alla circolazione provinciale, siano dotati di tali strumenti antisdrucciolevoli indispensabili per garantire una circolazione in sicurezza su tutte le strade."
In questo contesto la forte sinergia che lega l’assessorato ai Lavori Pubblici e Viabilità alle competenze assegnate alla Provincia in materia di Protezione Civile Trasporti e Mobilità, in capo all’assessore Franco De Poi, ha portato alla stesura del Piano di Gestione delle Precipitazioni Nevose sulla rete stradale Provinciale, che prevede l’azione corale di tutti i soggetti coinvolti, Comuni, Organizzazioni di Volontariato e forze dell’Ordine.

“L’avvio delle procedure del Piano Neve e la condivisione fra tutti i soggetti interessati di un documento che individua le criticità sulla rete stradale di competenza provinciale oltre che della parte gestita da ANAS lungo la SS36 – conferma l’assessore De Poi – rappresenta il punto cardine e di fondamentale importanza per una gestione coordinata degli eventi nevosi che spesso si traducono in disagi per l’intero sistema della mobilità. Questa criticità deve essere affrontata in forma unitaria e complessiva, in quanto un solo anello debole del sistema può caratterizzare in negativo anche l’attività degli altri. Accanto alle attività messe in campo dagli Enti competenti, resta comunque fondamentale il contributo dei singoli cittadini che de
vono attuare ogni sforzo e ogni attenzione, nell’ottica di autoprotezione, per evitare danni per 
sé e per gli altri adeguando le proprie abitudini alle condizioni ambientali”.


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giovedì 6 ottobre 2011

Aquaplaning: un pericolo invisibile ma assolutamente reale | TopWheels.it

Aquaplaning: un pericolo invisibile ma assolutamente reale 


Il fenomeno dell'aquaplaning si verifica quando l'acqua, che si interpone tra gli pneumatici e la strada, non riesce ad essere espulsa. L'acqua si accumula davanti alle ruote finché la sua pressione supera quella esercitata al suolo dagli pneumatici, che perdono così l'aderenza con il manto stradale. Questa perdita di aderenza fa slittare le ruote e impedisce al veicolo di rispondere correttamente ai comandi del conducente come la sterzata, la frenata e l'accelerazione. In questi casi, il veicolo può andare fuori controllo, sbandare o finire in testacoda. Una situazione potenzialmente pericolosa.

Come prevenire o ridurre l'aquaplaning

Controllare regolarmente lo stato e la pressione degli pneumatici. Una pressione insufficiente aumenta notevolmente il rischio di aquaplaning. Se la pressione degli pneumatici è inferiore del 30% rispetto alla pressione raccomandata, il rischio di aquaplaning aumenta sensibilmente.

Controllare l'usura degli pneumatici e la profondità del battistrada. Maggiore è la profondità residua della scultura battistrada, maggiore è la quantità di acqua che lo pneumatico riesce a smaltire, riducendo così il rischio di aquaplaning.

Moderare la velocità. Soprattutto in prossimità di pozzanghere e importanti spessori d'acqua.

Da cosa è provocato l'aquaplaning?

La presenza di un importante spessore d'acqua sulla strada può causare una perdita di contatto fra il veicolo e il manto stradale. Quando uno pneumatico attraversa una superficie inondata a velocità sostenuta, provoca l'innalzamento di un piccolo muro d'acqua davanti a sé. L'impatto del battistrada sul bagnato, nella zona anteriore all'area di contatto, genera un aumento di pressione dell'acqua. Se tale pressione supera la pressione media esercitata sul manto stradale dallo pneumatico, questo perde la capacità di espellere l'acqua e si stacca dal suolo. Quanto più aumentano lo spessore dell'acqua e la velocità del veicolo, tanto più l'effetto si amplifica, arrivando a compromettere la tenuta di strada. Per avere prestazioni ottimali sul bagnato, con importanti spessori d'acqua, è necessario consentire agli pneumatici di espellerla, in modo da ripristinare una superficie di contatto asciutta.

Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua

La maggior parte degli incidenti da aquaplaning possono essere evitati grazie alla scultura presente sul battistrada e alla forma dell'area di contatto. Con l'usura, tuttavia, la profondità della scultura si riduce e quindi si riduce la capacità dello pneumatico di contrastare il fenomeno dell'aquaplaning. Più è elevato lo spessore dell'acqua, prima perderete aderenza.

Sistema Anti Surf di Michelin: ottimale aderenza sul bagnato

Quando il manto stradale è coperto da uno spesso strato d’acqua, la maggior parte degli pneumatici sono soggetti all’aquaplaning. Grazie alle tecnologie Michelin, quali ad esempio il Sistema Anti Surf, ora avete più possibilità di evitare l'aquaplaning, mantenendo la migliore aderenza possibile. Disponibile su pneumatici come MICHELIN Pilot Sport 3, questa tecnologia migliora le prestazioni sul bagnato. La forma curvilinea delle spalle, appositamente studiata, consente allo pneumatico di beneficiare di una zona più ampia di espulsione dell’acqua, allontanando il fenomeno dell'aquaplaning, senza però ridurre la quantità di gomma a contatto al suolo.

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